clicca per info
  • GRUMO APPULA: DOMENICA 7 SETTEMBRE FESTEGGIAMENTI IN ONORE DELLA MADONNA DEL POZZO

    Martedì 02 Settembre 2014 08:06
  • GRUMO APPULA: SOGNO AMERICANO E TUTTE LE NOVITA' TARGATI 'JUST BRITISH'

    Martedì 02 Settembre 2014 07:54
  • GRUMO APPULA: SABATO 6 SETTEMBRE "LA CORRIDA"

    Lunedì 01 Settembre 2014 17:12
  • GRUMO APPULA: 1^ CONSULENZA GRATUITA A SETTEMBRE NELLO STUDIO DELLA 'PSICOLOGA PSICOTERAPEUTA IN FORMAZIONE' DELLA DOTT.SSA SETTE

    Lunedì 01 Settembre 2014 14:32
  • GRUMO APPULA: POOGLIA TRIBE, HIP HOP, RAP LIVE E DIVERTENTISMO NELLA 2^ SERATA “PIaNETA GREEN FESTIVAL”

    Sabato 30 Agosto 2014 08:48
  • "MISS IN4MISSIMA": LA 14enne GRUMESE TERRY AMATULLI SI QUALIFICA PER LE FINALI NAZIONALI DI CATTOLICA

    Venerdì 29 Agosto 2014 11:14

ALTRE NOTIZIE:     Binetto      Bitetto      Modugno      Toritto

World Car - Toritto

WORLD CAR

Stella Revisioni-Officina

Nicola Stella - Revisioni - Elettrauto

Autocarrozzeria-Palmadessa

Autocarrozzeria Palmadessa

Raccolta Differenziata

Autocarrozzeria Palmadessa

Riceviamo-pubblichiamo

Binettonline.it

Farmacie Grumo App.

Realizzazione siti web

Vai su WebInvent
Home Notizie NOTE SULLA FESTA MARIANA DI MELLITTO

NOTE SULLA FESTA MARIANA DI MELLITTO

PDF Stampa E-mail
Scritto da Gaetano Colantuono    Sabato 30 Giugno 2012 17:58

alt

Qualche giorno fa abbiamo parlato della Storia della Festa di Mellitto e Quasano. Giunge in Redazione un regalo del prof.Gaetano Colantuono: un saggio originale sul tema delle feste mariane. L'autore dà totale disponibilità a ricevere segnalazioni e dare suggerimenti in materia...

 

 

 


Note sulla festa mariana di Mellitto

 

Ai miei, pochi valenti, amici grumesi:

 

resistete!

Il tema delle feste mariane conserva un suo interesse, direi un discreto fascino, e questo per chi esercita il lavoro di storico costituisce, da un lato, un ulteriore elemento di riflessione (perché e come ciò avviene), dall’altro, un motivo di compiacimento, perché – ad onta di tanti “profeti di sventure”, ce ne sono anche nel campo storiografico – l’avvento delle nuove tecnologie non impedisce ipso facto l’interesse per la storia, anzi può promuoverlo. Il problema è allora affrontare le questioni storiche, scuserete la tautologia, secondo una corretta metodologia storica. In altre parole, sottrarre le questioni storiche pertinenti il mondo religioso ad ipoteche di carattere ideologico, confessionale o anticonfessionale, ma anche campanilistico e strapaesano, se non francamente di meschino individualismo. Chi fa storia deve sottrarsi ad ogni derby, tanto meno a quello “Grumo versus Toritto”.

 

 

L’ho presa alla lontana per affrontare la questione della maggiore antichità fra le feste mariane dedicate alla Madonna di Mellitto (si aggiunga: delle Grazie) e alla Madonna degli Angeli di Quasano. La prima considerazione è che proprio il quesito è storicamente mal posto, direi quasi grossolano. Poiché il culto mariano è espressione particolarmente significativa e frequente della confessione cattolica nel Mezzogiorno d’Italia e nello specifico pugliese, direi anzi una delle sue caratterizzazioni, stabilire primogeniture diventa difficile se non francamente immetodico. Posto che una delle due feste risultasse più antica, conviene comprendere se “la vincitrice” non è a sua volte posteriore e derivata rispetto ad altri culti vicini e così via, in una sorta di campionato con un epilogo paradossale, giacché si scoprirebbe che alcuni dei nuclei cultuali più antichi rinviano a motivi religiosi pre-cristiani o di matrice folklorica, precedenti o paralleli quindi all’insediamento delle prime comunità cristiane strutturate nelle varie aree meridionali. Non è un caso allora che i nuclei santuariali sorgano in prossimità di “luoghi forti” (agli antipodi di quelli, come aeroporti, stazioni, ipermercati che la sociologia chiama “non-luoghi”), quali le sorgenti, le grotte o le cime dei monti, i boschi, le aree di riposo della transumanza. A questa regola tendenziale non sfuggono i due santuari mariani di Mellitto e di Quasano.  

 

 

 

Vi è poi il problema delle fonti, che affligge gli studiosi del mondo antico e pre-moderno (vulgo: medievale). Occorre rassegnarsi: allo stato attuale della ricerca, almeno per quanto riguarda il culto mellittese, le fonti non vanno oltre il tardissimo Seicento, all’epoca in cui fu arciprete quel Gennaro de Ghionna (non Chionna; dal 1683 al 1711, e non 1771) che firmò col suo nome uno dei primi interventi sulla parete di fondo della chiesetta conservata. In assenza di documenti sulle origini, in passato e purtroppo ancor’oggi, gli scrittori di storie di paese integrano – con disinvolta superficialità – con le tradizioni locali, le memorie di antichi usi, talvolta con la loro fantasia. Ne nascono leggende vernacolare, peraltro di per sé interessanti per la loro genesi e il loro sviluppo, come notavano i due massimi studiosi di agiografia, il Delehaye e il Lanzoni. Lo storico non può permettersi tutto questo, ma deve arrestarsi sulla soglia del documentabile. Può ricorrere alla comparazione e alle analogie. Non può inventare o fantasticare per darla vinta ad un malinteso orgoglio campanilistico, per cui, mentre due paesini vicini fanno contese vane, è l’intero Meridione a deperire sotto la spinta di forze maggiori. Può, lo storico, anzi deve raccogliere tradizioni e memorie: esse nondimeno vanno vagliate criticamente. In tal senso il volumetto devozionale e campanilistico di tale Gaetano Tomanelli, di fatto una riduzione ad usum delphini delle ricerche del Sirago, non può essere richiamato in una ricerca proprio per i motivi esposti.

 

 

Voglio qui fare un solo esempio di come si può lavorare storicamente anche sulle tradizioni (alias: leggende). Si suole infatti parlare di ritrovamento di un’immagine sacra per la nascita del culto mellittese. Occorre integrare: sono note varie leggende di fondazione, differenti fra loro, ampiamente diffuse a livello orale da lungo tempo. Una di queste narra del ritrovamento di un’immagine della Madonna, da parte di un giovane pastore intento ad attingere acqua al pozzo di Mellitto. Sono tuttavia attestate varianti, che pongono il ritrovamento dell’immagine in una specchia o l’apparizione della Madonna su di un albero. Ammettiamo che la prima versione sia quella corretta. Ciò nondimeno pone dei problemi ulteriori: comporta che si spieghi come un’immagine possa essere rimasta a contatto con l’acqua sorgiva per secoli (quanti? le origini al tempo delle controversie iconoclastiche sono anch’esse un topos leggendario) ovvero che si spieghi che fine abbia fatto tale immagine originaria, visto che quella attualmente “murata” sul fondo della chiesetta è sicuramente di fattura sei-settecentesca (e ciò ci riporta a quel don de Ghionna). Un modo di affrontare la questione delle leggende di fondazione in modo corretto è forse considerare interessante la prima leggenda riportata per il pregio di associare i due elementi che caratterizzano il territorio mellittese: il culto mariano e la presenza della fonte sorgiva. E ancora: il grande delle inventiones di reliquie e immagini sacre in tutto il Meridione e in particolare proprio in Puglia, un tema già posto con forza nella corrispondenza fra il pugliese mons. Nicola Monterisi e il già citato Francesco Lanzoni, il principale storico del cristianesimo antico nella prima metà del Novecento, e ancora non compiutamente affrontato.

 

Se poi il tema delle origini del complesso sorgente-pozzo-chiesa di Mellitto fosse davvero così intrigante (per chi scrive lo è tanto che conta di tornare su alcune altre fonti premoderne rinvenute qua e là), conviene rinnovare l’auspicio come già il Ciccimarra, sul finire dell’Ottocento, e poi, più recentemente, il Sirago, di un’indagine archeologica complessiva, tanto della struttura del pozzo mellittese, onde per esempio poter precisare la datazione delle sue architetture interne, quanto in relazione alle trasformazioni del paesaggio circostante. Religione, lavoro, sacro e bisogni umani convertuntur et reciprocantur e qui lo storico, pur del tutto laico e che si guarda bene dal districare in modo troppo netto le varie sfere, guarda con discrezione e un po’ di incanto la persistenza dei culti mariani. È questo forse il tema che ci dovrebbe interessare di più. Forse questo il miracolo (in senso etimologico) da contemplare.

 

GAETANO COLANTUONO

Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

Quanto al culto per la Madonna delle Grazie di Mellitto segnalo una più completa bibliografia, che spero possa essere base di auspicati, ulteriori studi.

 

Lorenzo Giustiniani, Dizionario geografico-ragionato del Regno di Napoli, tomo V, Napoli 1802, p. 126.

Nicola Ciccimarra, Notizie su Grumo Appula, Grumo Appula 1898 (ristampa Bologna 1980), pp. 129-130.

Vito A. Sirago, I tremila anni di Grumo Appula. Storia d’un antico centro pugliese come contributo alla migliore conoscenza del Mezzogiorno, Bari 1981, passim.

Giovanni Colasuonno (a cura di), La sagra della Madonna di Mellitto. Antologia di Autori con fotografie, Cassano Murge 1987.

Giorgio Otranto, Tipologie regionali dei santuari cristiani nell’Italia meridionale, in Giorgio Cracco (a cura di), Per una storia dei santuari cristiani in Italia: approcci regionali, Bologna 2002, pp. 341-351.

Gaetano Colantuono, “Pozzo Mellitto”, un’antica struttura idrica obliterata. Un’indagine storico-documentaria, “Studi Bitontini” 78 (2004), pp. 39-46.

 

Gaetano Colantuono, Percorsi storiografici fra Ottocento e Novecento: Francesco Lanzoni, “Vetera Christianorum” 47 (2010), pp. 283-307, in part. pp. 294-297, n. 48.

 

Programma del prossimo convegno Mons. Francesco Lanzoni: cultura e fedeltà alla Chiesa (Faenza, 16-17 novembre 2012):  http://www.ravennatensia.it/pdf/convegno_32_depliant.pdf

 

 

Sul culto mariano di Quasano non posso indicare alcun testo specifico, non essendomene mai occupato ex professo.  

È ad ogni modo prevista la pubblicazione di un censimento dei santuari mariani in Puglia, per ora si può consultare il volume riguardante i santuari non mariani (in particolare quelli legati al culto dell’Arcangelo Michele), coordinato da due autorevoli studiosi del tema, Giorgio Otranto e Immacolata Aulisa. Buona lettura.

Share
 

Solo gli utenti registrati possono lasciare commenti. LA REDAZIONE NON E' RESPONSABILE DEI COMMENTI INSERITI: l'autore si assume tutte le responsabilità sul contenuto del proprio commento. I commenti diffamatori saranno consegnati alle autorità competenti, che potranno risalire agli autori dei messaggi. Per commentare tramite Facebook cliccare sul link al gruppo Facebook "Grumonline.it" (clicca qui).

REDAZIONE ON LINE

Community Login

L'iscrizione è GRATUITA

Millennium Gym-Binetto

PSICOLOGA
Dott.ssa SETTE

Psicologa Dott.ssa Sette

Service Security

Service Security
mod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_counter
mod_vvisit_counterOggi1783
mod_vvisit_counterIeri2653
mod_vvisit_counterQuesta settimana4436
mod_vvisit_counterQuesto mese4436
Grumonline.it