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LA VOCE DEL CITTADINO: GRUMO APPULA, AUMENTO DELLA TASSA SUI RIFIUTI (19/06/2015)

Scritto da Redazione OnLine Network    Venerdì 19 Giugno 2015 23:50
Per la rubrica "Riceviamo e pubblichiamo", presentiamo nella sezione "La voce del cittadino" le e-mail di nostri due lettori, che segnalano l'aumento della Tassa sui Rifiuti a tutti i cittadini di Grumo Appula e chiedono spiegazioni al Sindaco e all'Amministrazione Comunale...




LA VOCE DI....PIETRO

 


Gentilissima Redazione,
Vogliate scusarmi, chiedo gentilmente di pubblicare questa mia e-mail nella rubrica
"La voce del cittadino".

Siamo all'inverosimile, AUMENTA LA TASSA SUI RIFIUTI:
-Vendita della farmacia comunale;
-Reintroduzione dell' IMU che era stata tolta da  Berlusconi;
-Introduzione nuova tassa, la TASI che prima non c'era;
-Riduzione drastica delle tonnellate di rifiuti consegnati in  discarica
 (perchè senza vetro, plastica, carta e umido);

QUALCUNO MI SPIEGHI COME POSSIAMO DIGERIRE QUESTA INGIUSTIZIA AMMINISTRATIVA.

Siamo stufi di sottostare alle imposizioni fiscali INGIUSTE dello Stato.
Siamo stufi di sottostare alle imposizioni fiscali INGIUSTE del Comune.
Vogliamo pagare le tasse, perché è giusto che si paghino, specie se sono relativi a servizi prestati. MA VOGLIAMO PAGARE IL GIUSTO.

La TARES non può aumentare dopo i punti precedentemente elencati. E non mi si dica che prima partecipava al pagamento il comune ed invece adesso tocca pagarla tutta noi, questo di certo non supera gli introiti su elencati.

Amministrazione Comunale, Vi invito a rivedere i CONTI e a rimandarci le cartelle di pagamento revisionate al ribasso.

GRAZIE in anticipo.

Pietro






Tari, lettera aperta di un cittadino
al sindaco di Grumo Appula
"Il mestiere che svolgo, così come non mi esime dal pagamento delle tasse e non mi spoglia delle vesti di cittadino-contribuente-elettore allo stesso modo non mi impedisce di affermare la mia impossibilità economica a fare fronte con puntualità a tutte le tasse, comunali e non, che gravano sulle mie spalle"

Tari, lettera aperta di un cittadino al sindaco di Condofuri "Il mestiere che svolgo, così come non mi esime dal pagamento delle tasse e non mi spoglia delle vesti di cittadino-contribuente-elettore allo stesso modo non mi impedisce di affermare la mia impossibilità economica a fare fronte con puntualità a tutte le tasse, comunali e non, che gravano sulle mie spalle"
 
 
 
Per parecchio tempo, accogliendo il Suo invito, ho cercato di comportarmi da cittadino modello, poiché tale si può considerare solo chi non esterna il proprio malumore e la propria opinione, schivando totalmente tutte le vicende che hanno caratterizzato e caratterizzano la consuetudine di Grumo,, mi viene difficile rimanere indifferente alle sollecitazioni che in qualche modo mi vedono destinatario nelle vesti di cittadino e soprattutto di contribuente, sottolineando a tal proposito che è sempre con indosso tali abiti che ho maturato la decisione di stilare queste poche righe lungi dal voler fare polemica o politica .
L’evoluzione tecnologica mette oggi a disposizione innumerevoli mezzi per comunicare e manifestare il proprio pensiero – principio sancito dalla Costituzione – ma proprio questa estrema facilità favorisce a volte il verificarsi di equivoci e malintesi, accogliendo anche i Suoi suggerimenti, dei quali ne faccio tesoro ritenendomi io persona umile e mai satura in merito all’acquisizione di nuove cognizioni e maggiore conoscenza, anche attraverso il confronto, ho deciso di esternare pubblicamente attraverso gli organi di stampa ufficiali che mi vorranno concedere ospitalità, sempre in qualità di cittadino-contribuente, alcuni dubbi e qualche disappunto, rifuggendo equivoci e pericolosi commenti da social network.
Mi permetta di esprimere pertanto il mio pensiero con ciò che in questi giorni è argomento prevalente dei dibattiti di ogni improvvisata sede da convegno pubblico: la famigerata TARI, un tributo che definire esoso, considerate le tariffe applicate, potrebbe dare l’impressione di voler fare ironia gratuita; nulla da eccepire sul fatto che i servizi, soprattutto quando garantiti, vanno pagati, cercando però di mantenere il senso della misura con l’impegno da parte di quei soggetti a cui è stato demandato il difficile compito di amministrare un paese, di accanirsi il meno possibile sul cittadino. Sorge spontaneo, nella mente del sottoscritto, il quesito su quali siano state le valutazioni che hanno indotto a determinare per Grumo l’applicazione di una delle due componenti della Tari, nella fattispecie la cosiddetta “tariffa variabile”,  –; cos’ha determinato un aumento, in media, pari al doppio di quanto veniva pagato per la preesistente Tarsu sino al 2013? E ancora, dove sono i vantaggi per la cittadinanza che la tanto decantata “Gestione integrata dei RSU” volgarmente detta “Raccolta differenziata” avrebbe dovuto determinare? Certo, non posso, come, credo nessun cittadino di questo paese, esimermi dal prendere e dare atto dei benefici che la nuova forma di raccolta e smaltimento dei rifiuti ha determinato, primo tra tutti l’eliminazione degli indecorosi e maleodoranti cassonetti sparsi per le strade, spesso traboccanti di rifiuti di ogni genere, meta ambita di animali randagi, roditori ed animali in genere veicoli di pericolose malattie pregiudizievoli della sanità pubblica: di questo, personalmente sono grato a Lei ed a tutti coloro che in qualche modo hanno contribuito per dare a GRUMO l’immagine di un paese pulito, ordinato e vivibile, almeno sotto questo aspetto. Però mi permetta di mettere in evidenza che il corrispettivo da pagare è risultato troppo alto, mi consenta di affermare che la realtà si sta dimostrando più che opposta alla teoria secondo la quale dell’indubbio e cospicuo risparmio derivante da questa innovazione ne avrebbe beneficiato il portafoglio di ognuno di noi; in virtù di ciò sarebbe stato sufficiente esigere un tributo pari o di poco superiore alla ormai “pensionata” Tarsu ma una cifra pari a più del doppio rispetto a quest’ultima, mi induce a pensare, con timore, di essere stato vittima di un raggiro.
Seppure non dissimile da quella di tanti altri cittadini di questo Comune, rimane comunque una mia opinione personale, come personale è l’opinione che nell’adozione di provvedimenti di qualsiasi genere e soprattutto in materia di tributi, a differenza di quanto accade a livello nazionale, in sede locale bisognerebbe tenere in considerazione le condizioni socio-economiche del contesto nell’intento di evitare ulteriori salassi per chi vive in quelle che, ormai da anni, non si perde occasione di definire, a convenienza, aree economicamente depresse, dove effettivamente la maggior parte della gente annaspa rasentando, se non addirittura scendendo al di sotto della tanto famigerata soglia di povertà e poco conta se nei centri poco più che rurali come lo sono i nostri paesi questa condizione di quasi indigenza non si percepisce perché un cespo di insalata o un paniere di verdure spontanee è ancora a disposizione di tutti o quasi; un’economia estremamente debole, a mio modesto avviso, meriterebbe qualche accorgimento e qualche carezza in più anziché il caloroso invito a tirare ulteriormente la cinghia laddove c’è ormai poco da tirare anche per chi, come il sottoscritto, ha la fortuna di avere uno stipendio: ho provato anch’io a mettere in atto la spending review utilizzando una scure ben affilata sul bilancio familiare ma pur privandomi di tanto che fino a qualche tempo fa mi concedevo continuo ad annaspare per cui, dopo avere frantumato anche l’ultimo salvadanaio, non me ne voglia, signor Sindaco, se non rispetterò puntualmente le scadenze fissate per il pagamento dei vari tributi: la mia priorità è quella di garantire una tazza di latte ed almeno un pasto caldo ai miei figli, per il resto “chi vivrà vedrà”!






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