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La storia di Grumo Appula

Indice
La storia di Grumo Appula
Dal 1880
Dal 1928
Tutte le pagine




Grumo Appula è un comune di 13.007 abitanti della provincia di Bari. Situato a sud-ovest dal capoluogo pugliese, è un florido centro agricolo, a 181 metri sul livello del mare. L'abitato si impernia su un nucleo medievale di forma subcircolare.

altNel suo stemma, rappresentato da uno scudo sannita ornato da due rami di quercia e di ulivo, campeggia la quercia nella partitura di sinistra, mentre in quella di destra figurano le mezzelune arabe a ricordo del lungo dominio deiSaraceni nel Meridione d'Italia.

Facciamo una panoramica storica sugli avvenimenti grumesi degli ultimi 150 anni:

1853: a Grumo lavorano almeno 1.000 tessitrici con più di 12 telai, producendo oltre 40.000 canne di tela all'anno (canna = 2,10 metri fino al 1840 e = 2,64 metri dopo tale data).

1860 (2 agosto): deposto l'ultimo sindaco liberamente scelto dalla Grumo "borbonica", si ha il primo sindaco nominato dall'alto — l'avvocato Carlo Stella — per Decreto dell'Intendente di Bari.

1861: il gen. Cialdini è Governatore di Terra di Bari.

1861/1863: tutto il Preappennino, nel lungo tratto tra Mottola (sotto Taranto) e Canosa-Minervino vede verificarsi il "brigantaggio". Il popolino della zona grumese lo attua sulle Murge. (La moderna critica storica ha ridimensionato i giudizi sul brigantaggio meridionale, rivalutandone le cause: si trattava spesso di "rivolte sociali").

Pasquale Domenico Romano, di Gioia, ex-sottufficiale borbonico, detto "Sergente Romano", raccogliendo militari sbandati e braccianti scontenti, comanda una potente azione di guerriglia sulla Murgia contro le "forze piemontesi".

1861: a Grumo (in considerazione delle azioni della "Armata Francescana" del Sergente Romano) si organizza clandestinamente, o quasi, un "Gruppo di Borbonici", capeggiato dal canonico Rocco Faccione, da Francesco Fortunato, da Vito Regina e soprattutto (il più "fervente") da Giuseppe Cavalluzzi.

1861/1867: Grumo ricostituisce la Guardia Nazionale (ideata già nel 1848); comandante Giuseppe Lupis. La Guardia è costituita da proprietari, artigiani, cittadini; non vi sono contadini né braccianti.

  • (12 dicembre): due uomini del Sergente Romano ope­ ranti nei boschi tra Grumo, Toritto e Altamura, restano uccisi: si tratta dei "patrioti gravinesi" Filippo Pignatelli e Giuseppe Savino.
  • (4 gennaio): Grumo — per volontà dei "liberali" del Municipio — prende il nome di Grumo Appula. Scriveva il Ciccimarra: «Grumum, poi Grumo, e finalmente Grumo Appula per voto della Civica Rappresentanza del 10 agosto 1962, e per Decreto del Re Vittorio Emanuele II del 4 gennaio 1863».

1863 (5 gennaio): il gruppo del Sergente Romano è aggan­ ciato nei Parchi di Vallata (Gioia del Colle) da un reparto dì Cavaileggeri; il Romano è ucciso in combattimento.

1863 (ottobre): un altro "brigante" entra coi suoi nel territorio di Grumo: si tratta di Carmine Donatelle detto Crocco, che si proclama «generale comandante l'Armata Francescana del Regno di Napoli »; ma dopo qualche settimana scappa dalla zona braccato dai Nazionali.

1863: comincia la repressione da parte dei "piemontesi"; i "borbonici" grumesi (Faccione, Fortunato, Cavalluzzi) sono arrestati e processati.

1864: Grumo viene allacciata alla linea ferroviaria. Bari-Taranto: Stazione Ferroviaria con servizio di grande e piccola velocità ordinaria e accelerata con tutti i servizi ed impianti fissi.

1865: la Giunta Municipale emette la delibera per la strada che la Società delle Ferrovie Meridionali deve aprire tra la Stazione e l'abitato di Grumo.

1869 : si impone alle Confraternite di consolidare il patrimonio, lottizzando i loro terreni in piccole quote e distribuendoli ai nullatenenti in enfiteusi mediante un corrispettivo canone annuo detto censo.

1870 : entra in funzione il municipale "Asilo d'Infanzia Principe di Napoli".



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